Storie di ordinaria follia aziendale
Sebbene odi il mio attuale lavoro e venga considerato la pecora nera dell'azienda (in mezzo ad altre pecore incolore), continuo a cercare di fare le cose per bene non tanto per amore aziendale, ma per quello personale. Sono troppo orgoglioso e non sopporto sbagliare, quindi mi impegno, sono maniacale nelle cose che faccio.
In 8 anni e passa di carriera, probabilmente si possono contare su una mano lamentele o segnalazioni di errori da parte di cliente su miei lavori. Dato non considerato affatto dalle alte sfere, visto che l'unica cosa che ricordano sono i miei vaffanculo o sinonimi del termine. Da un punto di vista meramente economico, sarei il dipendente ideale, vista la bassissima percentuale di fallibilità. Ed il paradosso è che mi incazzo per le cose fatte male che non dipendono da me ma da altrui scelte scellerate frutto di incompetenza e pressappochismo.
Ieri ennesima prova della cosa. Arrivo in un ufficio e parlando con colleghi circa un progetto consegnato al solito genio esterno dico "stamattina, mentre cacavo, ho pensato ad una soluzione alternativa ed elegante alla cosa". A me le buone idee vengono in bagno
Che grande dipendente direte voi!
Un cazzo! Il padrone, a questa notizia si incazza esclamando "ma perchè non me lo avete detto prima", prendendosela con la pecora nera (non in faccia, ci mancherebbe).
Insomma, facevo meglio a starmene zitto.
Devo sempre ricordarmi la massima aziendale "qui non abbiamo bisogno di geni, ma di lavoratori". In pieno accordo con la filosofia Google, mi pare
Infatti, è risaputo che il Napoli ha vinto lo scudetto grazie a Salvatore Bagni, non a Maradona.
Praticamente, se fossi stato un imbecille, sarei stato perfetto per l'azienda...
Per fortuna ci pensano i "lavoratori", al bene dell'azienda. Non saranno dei geni, ma come tirano loro il carro...
PS
Io non mi considero il genio aziendale, visto che quel lavoro richiede un 30-40 % del potenziale mio e dei mie colleghi. Essere un genio lì dentro significa saper unire 2 frasi di senso compiuto che non si contraddicano.
gennaio 27th, 2012 - 00:40
Credo che tu abbia completamente sbagliato approccio. In genere non fa certo una buona impressione inziare un discorso con “stamattina sulla tazza..” specie se il titolare lo conosci gia e puoi prevedere che pensi di te “si impegna solo quando va al cesso”. Oppure magari pensa “questo cazzone gode a fare discorsi del cazzo”‘, ecc. Ecc. E magari ci rimane doppiamente male se scopre che il fesso e lui. A quel punto per riconquistare l’autorita persa si inalbera e cazzia tutti a pioggia. Risultato siete perdenti in due. La prossima volta, prova magari ad iniziare il discorso con “ma siamo verente convinti delle soluzioni che ci stanno cercando di propinarci quei furbastri? Abbiamo controllato che non ci siano altre soluzioni migliori? Ad esempio..” Poi magari gli dai la possibilita di arrivare da solo alla soluzione, facendosela sua. A quel punto – anche se non ti ringrazia od elogia – ti sei guadagnato un po’ del suo rispetto. Che comunque credo tu abbia gia acquisito ugualmente (in un ecosistema aziendale anche le pecore nere hanno uno status) Ossia in fondo sei andato a cercartela perche provi gusto a farlo incazzare. E lui ti ricompensa della stessa moneta con altrettanto piacere. Comunquebtu resterqi sempre
gennaio 27th, 2012 - 13:41
Roba di 3 anni fa
Comunque la mia frase era detta tra “amici”, non davanti al capo.
Nel frattempo quel lavoro fa parte del mio passato mentre quell’azienda sta candendo in rovina….