Quando feci il volo dell’angelo
Era da tempo che ci pensavo ma sapevo che non l'avrei fatto perché stare in alto mi fa girare la testa. Altezze tipo quarto scalino della scala che si usa in casa per avvitare una lampadina.
No, non ho mai cambiato una lampadina.
Ah, parlo del volo dell'angelo. Si tratta di un volo (l'avevate capito eh?), imbragati e legati, e si scorre lungo un cavo metallico le cui estremità sono attaccate sulle cime di due monti. La posizione è quella alla Superman ma con le mani dietro, con tanto di casco aerodinamico. Oppure come una supposta gigante verso il culo del mondo.
Detto così non fa impressione. E nemmeno vedendo il video. Ma prova a passare sotto il cavo con l'auto o sali sulla montagna per vedere il vuoto sotto e poi ne parliamo.
Comunque, per fare il volo dell'angelo si va in Basilicata e si può partire da Pietrapertosa o Castelmezzano (si fa andata e ritorno su due linee differenti). Il posto è favoloso. Quindi volo o non volo, ve lo consiglio. Paesaggio mozzafiato, come si dice nei documentari di Discovery Channel.
Comunque, per la questione delle vertigini, non avevo prenotato. Si andava per guardare F. e G. buttarsi. Ma poi sei lì, sono cose che si fanno una volta nella vita. Vuoi mettere il gusto di piazzare il video su youtube e magari farlo vedere ai tuoi figli e nipoti quando sei un vecchio rincoglionito?
Insomma, all'ultimo momento, con l'amico A., decido di farlo. Anzi, di farli. I voli sono due.
Ovviamente parlo della mia esperienza, perché il blog è mio e tu stai in porta e tu in difesa. Ok puoi fare il libero se vuoi. Però il libero vero dietro la difesa, non il libero di andare dove vuoi. Il pallone è mio. Divagazioni.
Comunque mi butto. All'inizio il cavo è parallelo al suolo e non fa molto effetto. E prendi velocità. Poi ti allontani dalla terra e vedi le cose sotto piccole piccole. E tu supposta volante senza occhiali col vento che ti fa lacrimare e ti costringe a guardare sotto. Il vento al centro è troppo forte e contrario. Mi rallenta molto e sposta sul lato. Chiudo gli occhi. Gli attimi più lunghi della mia vita. Già mi vedo bloccato al centro mentre qualcuno viene a prendermi, appeso come un salame cercando mamma. E, da quanto detto dagli addetti, può capitare se il vento è forte. Ma per fortuna supero la folata, ringraziando i chili presi negli ultimi mesi, e riprendo velocità ed apro gli occhi. Arrivo sconvolto ma con l'adrenalina a mille.
Pronto per il secondo volo. Dicono che lì non tira vento, ma il cavo è molto più in alto rispetto al suolo. Solo che per lanciarsi devi farti circa mezz'ora di salita a piedi. E parlo di salita di montagna, per un sentiero. Per fortuna uno degli addetti (ah, sono persone gentilissime e molto simpatiche) carica me ed A. sul suo quad, la moto a quattro ruote che farebbe gola a moderni Bud Spencer e Terence Hill, altro che Dune Buggy. Ovviamente non è fatto per trasportare due persone, ergo ci piazziamo in piedi ai lati del tizio, letteralmente aggrappati, uno a sinistra ed uno a destra mentre lui al centro in piedi. Se si cade, lo strapiombo ci accoglierà. Ma il tizio è abile e noi abbiamo fatto il volo! Il pericolo ci fa una pippa carpiata con doppio avvitamento. Ci mangeremmo Schwarzenegger crudo. Quello di Conan.
Ok è la volta dell'altro lancio. Mi butto con tanto di urlo "M'illumino d'immenso" e volo. L'iniziale terrore si trasforma in gioia. Mi rilasso e guardo sotto il serpente di asfalto tra gli alberi, i tetti delle poche case. Ed io volo per due minuti, velocissimo. Due minuti di esistenza, lontano dalla formalità.
La supposta è diventata un'aquila.
Un volo a planare
Mia sorella Dora ha provato il volo dell'angelo, lanciandosi imbragata e lasciandosi scorrere appesa ad un cavo sulle Dolomiti Lucane. Mi ha fregato.
Tutte le informazioni per provare il volo sul sito web.